Un Gigante in due giorni
La prima manche del gigante femminile ha ricalcato la sceneggiatura della gara maschile: tante pretendenti al trono, sia le specialiste sia coloro che non lo sono ma si trovano in uno stato di forma di grazia; distacchi minimi per le prime dodici ma contenuti fino alle prime diciotto; tutti i big in prima fila tranne uno, per i maschi Bode Miller che è uscito e per le donne Lindsey Vonn che ha fatto la stessa fine; le squadra azzurra con un solo alfiere, Blardone ieri e la Moelgg oggi, tra i primissimi per sperare in qualcosa di buono mentre il resto della squadra nelle retrovie.
La prima manche si completa con l’austriaca Elisabeth Goergl che piazza un ottimo tempo nonostante la scarsa visibilità. La gara della vita la fa la francese Tania Barioz che chiude al secondo posto. Ma ci sono ben dodici atlete in un secondo e ben diciotto atlete in un secondo e trenta: la Suter undicesima, la Paerson dodicesima.
Julia Mancuso è diciottesima ma è protagonista di un episodio sfortunato: prima di lei scende Lindsey Vonn che esce a metà gara e la Mancuso, che era già partita, viene fermata e costretta a ripetere la manche, con tutta la stanchezza che questo può aver comportato.
Le altre azzurre: Brignone ventesima dopo aver recuperato un grave errore, la Gius ventunesima e la Karbon trentesima.
Seconda manche fortemente condizionata dalla nebbia che impediva una visibilità decente: dopo diversi rinvii, si è deciso per posticiparla al giorno successivo.
Scende per prima la nostra Karbon che realizza un’ottima manche ma era troppo il ritardo. Male la Brignone e la Gius mentre eccelle la Mancuso che riesce a fare una manche strepitosa che viene superata soltanto dalla Suter, dalla Hoelzl e poi dalla Rebensburg.
Disastrosa manche di Manuela Moelgg che parte molto timorosa e poi commette lo stesso identico errore della prima manche. Arrivano le migliori: grande manche di Tina Maze che nonostante una evidente stanchezza riesce a tirare fino alla fine. La Zettel non riesce invece a confermare la sua prima manche, come anche la francese Barioz che non resiste alla grande pressione.
In un vortice di emozioni, alla fine vince la tedesca Rebensburg, seconda l’ottima Tina Maze e terza l’austriaca Elisabeth Goergl, in testa nella prima manche.








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