Maze e Brignone, che podio!
Il gigante femminile dei Mondiali di Garmisch rischiava di essere relegato in secondo piano per il forfait di Lindsey Vonn e di altre specialiste, invece si è rilevato entusiasmante ed anche gratificante per i colori italiani.
Finora questo gigante è l’unica gara condizionata sensibilmente dal tempo, sempre clemente finora: gli organizzatori hanno spostato di due ore l’inizio per la fitta nebbia sulla pista. Come spesso accade, il meteo diventa un fattore determinando un maggior stress per alcune concorrenti: pagano sicuramente questa situazione Tanja Poutianen, Julia Mancuso, Tessa Worley e la Hoelzl, attardate anche se ancora in gara.
Non pecca, anzi eccelle, la slovena Tina Maze che sfrutta perfettamente il pettorale numero 1 e lo stato di forma. Terzo posto per una delle protagoniste del mondiale, quella Elisabeth Goergl che scia veramente bene.
Ed al secondo posto? Si piazza a sorpresa la nostra Federica Brignone, con una manche nella quale attacca con la voglia di fare il risultato. Ottime anche Manuela Moelgg, quinta a meno di un secondo e Denise Karbon, nona e penalizzata da una tracciatura troppo piatta.
La seconda manche non vive di particolari sussulti è questo è una fortuna per noi italiani. Infatti Tina Maze resiste a tutti gli assalti e vince un oro meritato, per quanto ha fatto in questi ultimi anni. Federica Brignone attacca anche nella seconda manche, recupera qualche centesimo ma non riesce a sopravanzarla guadagnando una bellissima medaglia d’argento: sebbene sarebbe stato bello vederla sul podio più altro, forse sarebbe stato non giusto per la brava Tina Maze. Bello il commento di Federica “Sono troppo felice! Non so cosa dire. Dopo la prima manche avevo deciso di ripartire da zero e mi è servito perché ai Mondiali è così: o la va o la spacca“.
L’unico colpo di scena è la francese Tessa Worley che recupera molto del tempo perso nella prima e si aggrappa al terzo gradino del podio.
Una gara incredibile per le italiane, con il quarto posto di Denise Karbon ed il sesto di Manuela Moelgg: tre italiane nelle prime sei è un grande risultato, anche se poi c’è il rimpianto perché poteva essere addirittura migliore.
Denise Karbon, dopo un’ulteriore medaglia di legno si consola “Ce ne sono state peggiori di questa, non ero nelle mie migliori condizioni, ho avuto un sacco di problemi negli ultimi tempi e stamattina, come se non bastasse, sono stata malissimo con lo stomaco”.
Manuela Moelgg ha pagato una pista deteriorata e forse un po’ di mancanza di convinzione: “Forse potevo giocarmela meglio ma nella parte conclusiva ho perso troppo. È stata molto brava Federica a spingere e a mantenere il vantaggio che aveva”.








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