Italia promossa, Federazione no
Non era prevedibile il bottino di medaglie ottenuto dall’Italia ai Mondiali di Garmisch, forse nemmeno gli atleti stessi ci credevamo.
Una stagione con pochi risultati, tante polemiche all’interno della Federazione in perenne lotta con il suo stesso staff tecnico, lamentele sui materiali ricevuti (Vuarnet sotto accusa), alcuni atleti che sembravano aver perso la forma e forse anche la volontà.
Invece l’Italia ha raccolto sei medaglie e tanti altri piazzamenti di rilievo, si potrebbe dire nonostante tutto. I più bravi ricordano che era dal Sestriere 1997 che non raggiungevamo questo livello e quella era una squadra che contava su Alberto Tomba, Deborah Compagnoni e Christian Ghedina.
Forse questo Mondiale è ancora più gustoso, proprio perché non avevamo medaglie certe o quasi, perché la maggior parte dei nostri non erano dati nemmeno da podio e perché un paio di risultati, tra cui l’argento di Federica Brignone, lasciano sperare il per futuro.
Al di là dei risultati, che poi sono determinati anche dalla bravura degli avversari e dal fato in pista, è estremamente positivo il clima che si è percepito all’interno della squadra, tutti uniti per ottenere dei risultati. Ancora più importante è il ricambio generazionale che è iniziato, con atleti come Fill ed Innerhofer già vincenti ma ancora giovani ed altri come la Brignone agli inizi e già così in alto.
Abbiamo da sistemare la squadra femminile, che invece in passato aveva dimostrato più compattezza, come il team di gigante maschile, arrivato ormai alla fine di un ciclo fisiologico ed anagrafico. Ma il materiale umano c’è e crediamo anche la guida tecnica giusta.
L’unica, purtroppo grande, insufficienza della spedizione azzurra è proprio per l’atteggiamento della Federazione, che sembra proprio non voler raggiungere i risultati.
Non vogliamo entrare in merito alla discussione tra il Presidente Morzenti ed il direttore tecnico Ravetto, ma sicuramente non è un Mondiale l’ambiente idoneo per criticare il proprio staff tecnico, al di là di eventuali ragioni. Gli atleti ed i preparatori devono essere messi nelle migliori condizioni per raggiungere i risultati, poi eventualmente criticati o discussi. Ma non possono essere continuamente stressati da chi invece li dovrebbe proteggere.
Speriamo che lo staff tecnico italiano resti stabile, per poter confermare anche in Coppa del Mondo quanto di buono fatto ai Mondiali, sempre con l’obiettivo di Sochi 2014.








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