Discesa femminile posticipata
Il tempo stavolta è stato inclemente. Un primo spostamento alle 14, un secondo alle 15, un definitivo rinvio alla giornata di domani della discesa libera femminile, su una pista che per voce della stessa campionessa americana Lindsey Vonn era già a limite “È una discesa estremamente difficile, la parte alta è abbastanza calma, ma poi quando si passa nella parte alberata diventa tutto più difficile. Bisogna curvare molto e ci sono molti dossi, si salta parecchio. Bisogna cercare di dare una traiettoria agli sci che sia il più possibile vicino al limite, e poi lasciarli correre per prendere velocità“.
Chiamata a una reazione dopo le prove deludenti in SuperG e supercombinata è la svedese Anja Paerson: “Al momento sto semplicemente cercando di capire a che punto sono. Non mi sento nervosa, anche se probabilmente lo sono. Di sicuro ho una gran pressione addosso. Mi basterebbe una medaglia per essere felice, è un traguardo che non molti possono dire di aver raggiunto. Credo che questo sia un mondiale straordinario, uno dei più duri di sempre, e sarà molto duro ripetere un livello così alto“.
Tra le outsider restano la francese Marie Marchand-Arvier, sorprendente medaglia d’argento nel SuperG, e la giovanissima Lara Gut, seconda nella supercombinata.







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