Falsa partenza per l’Italia
Le prime giornate di gare alle Olimpiadi di Vancouver non hanno regalato molti sorrisi alla squadra italiana che ha raccolto molto meno del previsto: due medaglie di bronzo e tante occasioni sprecate.
La prima delusione arriva molto veloce, cioè da quel pattinaggio che ci aveva esaltato a Torino: la medaglia di bronzo di Enrico Fabris quattro anni fa sui 5.000 non si ripete, anzi si colora di un grigio come la gara disputata dal nostro atleta. Non si riesce nemmeno a spiegare cosa è andato male e cosa l’ha lasciato così lontano dal vincitore, l’olandese Sven Kramer: “Non ho saputo essere decisivo come bisogna essere all’Olimpiade. Nell’ultima settimana tutto era andato a meraviglia, ero tonico. Sono molto amareggiato“.
Le azzurre Arianna Fontana, Cecilia Maffei, Martina Valcepina e Katia Zini avevano vinto un bronzo a Torino nello short track ed erano arrivate qui piene di speranze, addirittura avevano promesso uno “striptease” spogliarsi se fossero andate in medaglia. Invece non sono arrivate nemmeno in finale, eliminate a seguito di una caduta sul ghiaccio del Pacific Coliseum di Vancouver della Zini, in un cambio mal riuscito.
Lo stesso Armin Zoeggeler, medaglia di bronzo, arrivava qui a Vancouver non privo di speranze per una medaglia d’oro, anche se nelle ultime settimane aveva rilasciato dichiarazioni da “passaggio di consegne”. A sua parziale discolpa c’è sicuramente da dire che la gara di slittino è stata profondamente modificata a seguito della tragedia che ha coinvolto l’atleta georgiano Nodar Kumaritashvili e tutte queste modifiche sono state sicuramente più favorevoli ad altri atleti.
Un po’ di delusione anche per Deborah Scanzio nel freestyle donne, specialità gobbe. Per lei non c’erano reali possibilità di arrivare a medaglia, ma lei stessa si era posta come obiettivo di migliorare l’ottava posizione di Torino. Invece finisce al decimo posto con una prova ben fatta, ma senza gli acuti che sono necessari su questo palcoscenico.
Cosa ci possiamo aspettare nei prossimi giorni? Speriamo nello sci di fondo che è sempre stato il nostro “forziere di medaglie” ed aspettiamo anche lo sci alpino dove qualche colpo di genio dai nostri velocisti può arrivare.
Se già era impossibile pareggiare o avvicinarsi al medagliere di Torino, ora sarà ancora più difficile perché ci siamo già giocati alcune delle cartucce più importanti.








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