Slalom d’oro per Razzoli!
Finalmente oro per l’Italia con Giuliano Razzoli che vince uno slalom veramente difficile per le condizioni meteo e per la pressione da parte di tutta la squadra.
Uno slalom speciale sprint si potrebbe definire questa ultima gara olimpica. A causa della nevicata e del manto nevoso non uniforme, la partenza viene abbassata al livello di quella femminile: si ha quindi uno slalom da meno di 50 secondi, senza grandi pendenze e quindi con la necessità di far scorrere moltissimo gli sci.
È una situazione nella quale il rischio di inforcare sarà alto, come accade a Bode Miller ad esempio, o il rischio di uscire sarà altrettanto alto, come per Pranger e Neureuther.
Ne esce fuori una prima manche anomala nella quale spunta la stella di Giuliano Razzoli che trova una linea perfetta, grande dinamismo e quindi il miglior tempo in assoluto. La sua tattica viene seguita anche dall’altro azzurro Manfred Moelgg che chiude al quinto posto assoluto.
Insieme a loro sono nelle primissime posizioni i migliori della specialità, da Benny Raich che scia in modo fenomenale a Ivica Kostelic che trova una linea ideale per mantenere la velocità fino in fondo. Poi ci sono anche l’austriaco Hirscher, lo svizzero Silvan Zurbriggen, il francese Lizeroux e l’altro svizzero Herbst, leggermente più attardato. L’unico vero outsider è lo sloveno Mitja Valencic, che chiude al secondo posto assoluto.
La seconda manche parte con una visibilità migliore, anche se il fondo è ancora molto morbido. I primi partenti non riescono più di tanto a sfruttare la pista e quindi non ci sono manche di rilievo.
Lo svizzero Herbst, tredicesimo nella prima, non riesce a recuperare, anzi perde una posizione per via di qualche errore nelle ultime porte.
Spettacolare manche invece dello svedese Andre Myhrer, decimo nella prima manche, che tira delle linee incredibili balzando in testa alla classifica provvisoria. Myhrer tiene dietro sia il francese Lizeroux sia lo svizzero Zurbriggen, sia il nostro Moelgg, che aggrediscono troppo la pista.
Grandissima manche di Ivica Kostelic che si adatta perfettamente al fondo e tiene la velocità fino all’ultimo. Non ripete la prima manche lo sloveno Mitja Valencic, troppa pressione e poca abitudine a gestire situazioni di questo tipo.
Si presenta al cancelletto Razzoli che sin dalle prime porte fa capire che non intende fare calcoli: tira giù le linee, ha solo un paio di incertezze a metà pista ma arriva fino alla fine conquistando il suo primo oro, il nostro primo oro a queste Olimpiadi.
Medaglia d’argento ad un grandissimo Ivica Kostelic, bronzo allo svedese Myhrer.








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