Ho realizzato un sogno: Wengen
marzo 20, 2009 da Snowave
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L'inizio del Lauberhorn
Credo di poter interpretare la maggior parte degli appassionati dicendo che Wengen, ed in particolare la pista Lauberhorn dove si svolge la discesa libera di Coppa, rappresentano un sogno per tanti.
Oggi ho avuto la fortuna di toccare con mano questo sogno e sono qui a raccontarvelo. Con una gita per un weekend lungo organizzata dallo sci club Oltreneve, siamo andati in Svizzera nel comprensorio di Wengen-Grinwald-Murren.
È il primo giorno della gita, il meteo non è ideale, le nubi basse impediscono al sole di dare quella visibilità perfetta che tutti sperano di avere sulle piste.
La mattinata vola via sulle piste di Grinwald, di ottimo livello. Salgo poi a Kl. Sheidegg per prender la seggiovia che porta direttamente all’inizio della pista…per chi non la conoscesse diciamo che è la più lunga della Coppa del Mondo, gli atleti arrivano stremati dopo due minuti e trenta di gara. Nel 2009 ha vinto lo svizzero Didier Defago in 2.31.98 ma vi raccontiamo tutto in un altro articolo.

L'Hundshopf quando non c'è la gara
Ovviamente il Lauberhorn non è in configurazione di gara: la prima discesa l’ho utilizzata per leggere tutti i cartelli che a bordo pista raccontano i passaggi più famosi.
Poco dopo la partenza troviamo le curve in contropendenza della Traversenshuss per arrivare velocemente al passaggio più noto, il salto dell’Hundshopf (testa di cane). Oggi al posto del salto ci sono delle reti, ma è impressionante la vicinanza con la roccia sulla sinistra ed il dislivello che crea un salto di circa 40/50 metri.
Molto spettacolare l’Hundshopf ma mi ha stupito di più quello che gli atleti fanno dopo il salto: un curvone pazzesco verso destra porta direttamente alla stradina stretta nella quale si entra a circa 100 Km/ora e che finisce con la famosa Kernen-S. Sono due curve sinistra-destra molto strette, fatte ad 80 Km/ora e dedicate allo svizzero Bruno Kernen che qui nel 1997 uscì andando a finire nelle reti. Al termine di queste due curve mozzafiato, si passa sotto Wasserstation tunnel sotto un piccolo viadotto della linea ferroviaria locale e si prosegue su un piano dove gli atleti cercano di avere una velocità di uscita elevata.
L’altro passaggio che mi ha sempre impressionato dalla televisione, mi ha sconvolto dal vivo: le due curve prima di arrivare all’ultimo salto che porta al traguardo. Sono due curve velocissime, con gli sci che vibrano ed il fiato corto dopo oltre due minuti di gara. Qui si giocano i centesimi che possono fare la differenza tra un podio ed una posizione di rincalzo.

L'inizio della pista da slalom speciale
Fantastico!!!! Ma proseguo nell’esplorazione: con una “anonima” seggiovia in tre minuti si sale all’inizio della pista dello slalom speciale, che si trova sulla destra (guardando da monte) di quella di discesa. È ovviamente molto più breve ma altrettanto spettacolare per l’ambientazione nella quale è immersa ma per alcuni passaggi tecnici di rilievo. Infatti in televisione mal si percepiscono due veri e propri “muri”, due dislivelli notevoli che identificano la pista ad un terzo e a due terzi del tracciato. Abbiamo provato la pista cinque volte e progressivamente abbiamo tentato di aumentare la velocità in quei due punti…vi posso assicurare che sono incredibili.
Il sogno non finisce qui: per chi vive la montagna le emozioni si ricreano e di sogni si continua a vivere.


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