Per il Touring Club Corvara è la migliore

Corvara

Corvara

Sebbene ogni sciatore consideri una stazione sciistica in base a delle sue valutazioni personali, il Touring Club ha cercato tramite 16 indicatori di stabilire quale potesse essere la località ideale. Ancora una volta prima in classifica è risultata Corvara, che da sempre è al top di questo tipo di graduatorie.
Gli indicatori utilizzati per l’analisi sono stati: situazione geografica; scenario montano; qualità dell’insediamento; clima; impianti di risalita; bacino sciabile e varietà delle piste; collegamento intervallivo; sicurezza neve; accesso estivo con impianti di risalita a punti panoramici o ghiacciai; presenza di sentieri, boschi e  mete escursionistiche pittoresche; rapporti fra letti in seconde case e letti alberghieri; totale stimato dei letti turistici; animazione; distanza da grande città e aree metropolitane; accoglienza ed immagine complessiva della località. Gli indicatori appena citati sono stati scelti in modo da essere attinenti sia al turismo invernale sia a quello estivo.
Le località considerate, sono state individuate in modo da includere tutte le maggiori stazioni di sport invernali delle Alpi e una selezione di stazioni di importanza intermedia, in quanto, com’è noto, è al turismo invernale che da almeno una ventina di anni si devono i più importanti flussi turistici e i più ingenti flussi di capitale.
La ripartizione delle località alpine fra i diversi Stati privilegia l’Italia in quanto al nostro Paese spetta l’intero settore meridionale dell’arco alpino, anziché una fetta del versante occidentale, settentrionale o orientale, come avviene invece per tutti gli altri Paesi.
L’Italia conferma il ruolo di primo piano, con sei località fra le prime dieci: l’offerta sciistica del nostro paese può competere tranquillamente con quella di Austria e Svizzera, soprattutto per scenari ed ospitalità.
Il bilancio lusinghiero dell’Italia è però un po’ sminuito dal fatto di essere dovuto alle sole stazioni delle Dolomiti e a Livigno, mentre la Valle d’Aosta e, soprattutto, il Piemonte e la Lombardia (Livigno esclusa) restano alquanto in ombra, il che è tanto più preoccupante, se si considera che questo risultato viene ad aggiungersi alla storica prevalenza delle Alpi orientali italiane su quelle occidentali in fatto di presenze alberghiere ed extralberghiere commerciali. Sarà dunque opportuno quantità, migliorando il rapporto letti alberghieri/extralberghieri e rendendo efficiente e funzionale, laddove occorra, il bacino sciabile.

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